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Cannabis Hyperemesis Syndrome CHS

Cannabinoid hyperemesis syndrome CHS

Si può morire anche di cannabis?

Sono sempre stato, sono, e credo resterò un individuo pro cannabis. Sono un papà di 3 bimbi, e se ho aperto questo blog è anche per cercare di dare più informazioni a loro, presto adolescenti. Ammetto, non avevo mai sentito parlare fino a poche settimane fa della CHS, cannabinoid hyperemesis syndrome, ossia la sindrome iperemetica da cannabinoidi.

Ho sempre abbracciato il motto “di cannabis non è mai morto nessuno”. E’ facile trovare articoli che elencano il numero di vittime fatte da droghe pesanti, alcol e medicinali, la cannabis di fatti non compare mai tra le cause elencate.

Qualche settimana fa lessi un articolo che parlava dei numeri economici portati dall’industria cannabis in Colorado negli ultimi 5 anni (c.ca 1 bilion $). Ricordo che il Colorado è stato uno dei primi stati se non il primissimo ad aprire per uso ricreativo, in USA avevano già aperto alcuni stati dall’utilizzo medico da qualche anno.

Tra i vari dati salienti letti nell’articolo che vedo di ritrovare e mettervi sotto nelle note, leggevo che oltre al calo di utilizzo tra i giovani sotto i 21 anni, calato di 1/3 , il calo di spacciatori dovuto alla forte offerta quindi al calo prezzi al grammo dell’erba, e ad un calo persino nell’uso da parte degli utilizzatori abituali (dal 25% al 19%), mi è saltato all’occhio la dicitura di aumento della cannabinoid hyperemesis syndrome quindi sono andato a documentarmi su Google Scholar per trovare articoli scientifici o comunque avere delucidazioni in merito.

Cos’è e come si cura la cannabinoid hyperemesis syndrome

La sindrome iperemetica da cannabinoidi colpisce i fumatori abituali che fanno un fortissimo uso di marijuana provocando nausea, vomito e forti dolori addominali.

Il vomito sarebbe talmente ripetuto che porterebbe alla disidratazione e quindi perdita di peso.Per alleviare i dolori addominali consigliano bagni e docce calde e per far passare cause e sintomi ovviamente l’immediato STOP dell’assunzione di marijuana.

Prendendo tutto con le “pinze” vi riporto qui alcuni link a cui ho attinto per le varie informazioni.

Dico di prendere tutto con le pinze perchè nonostante i primi studi risalgano al 2004 ad oggi non si conoscono esattamente le cause che possano portare alla comparsa di questa sindrome che potrebbero essere legate a variazioni e predisposizioni di qualche genoma nel proprio DNA, ai pesticidi o fertilizzanti chimici utilizzati in coltivazione o se possano essere delle interferenze di alcuni medicinali abitualmente assunti insieme all’utilizzo quotidiano di cannabis.

Alcune delle fonti lette:

Una testimonianza da leggere

Andando alla ricerca di articoli su google mi sono imbattuto in questa pagina. Il titolo dell’articolo è: <Davanti ai miei occhi, Cannabinoid hyperemesis syndrome CHS>.

A scrivere è la mamma di Bryan , ragazzino di 17 anni, a cui fu diagnosticata la CHS al pronto soccorso ad Indianapolis.

Nell’articolo ma mamma di Bryan descrive gli episodi ed i sintomi ricorrenti prima che precedettero la morte di Bryan. Non sto a tradurre tutto l’articolo anche per chi non conosce l’inglese la traduzione di chrome è abbastanza attendibile per lo meno per capire il senso dell’articolo.

Nella testimonianza si legge che Bryan stoppò l’uso di marijuana per un periodo e che la CHS si ripresentò appena riprese a fumare cannabis.

La mamma di Bryan ha creato un paio di gruppi facebook per sensibilizzare le persone sull’argomento ed essere di supporto ed aiuto ad altri genitori.

Quello che mi è piaciuto dell’articolo, è che lei stessa, nonostante l’esperienza avuta (credo che perdere un figlio per un genitore sia davvero qualcosa di terribile) riconosca che l’assunzione di marijuana porti a diversi benefici per diverse patologie, non credo sia da tutti mantenere un certo grado di oggettività davanti a certi accadimenti.

Marijuana has many benefits for those who don’t have CHS. Some people use it in low dosages to reduce depression, social anxiety, and post-traumatic stress disorder (PTSD), and it can help relieve nausea and vomiting that occur due to chemotherapy. It may calm the muscle spasms that multiple sclerosis can cause, and some claim that it reduces seizures.

There is also a belief that marijuana may help in opioid addiction recovery, and researchers are publishing new studies all the time, highlighting many other potential benefits.

Yet CHS is a very real condition, and while it may only affect a small percentage of people, it can be deadly. It is my mission to raise awareness of CHS in the hope that others do not have to endure the same fate as Brian.

Che idea mi sono fatto

Di sicuro ora sono al corrente dell’esistenza di questa patologia e seppur ci siano ancora pochi studi in merito e le indagini e rilevazioni dei casi non siano tante conviene tenere presente che almeno ci sono dei stati diversi casi e conviene monitorare la questione.

Fermo restando che da oggi almeno sfato il mito “di cannabis non è mai morto nessuno” per quanto mi riguarda nella maggior parte di casi letti si tratta di un utilizzo di marijuana assiduo, costante e di fumatori abituali.

Io credo che tutto se fatto con eccesso possa portare a lungo andare all’insorgere di problemi o patologie, bere un paio di bicchieri di vino a pasto non fa male, anche bere un camparino con gli amici ogni tanto non credo sia deleterio nonostante il campari sia uno delle prime cause di cirrosi epatica.

Fumare qualche canna non credo abbia mai ucciso nessuno. Io ho sempre sofferto di insonnia, da piccolo dormivo poco, da ragazzo la vedevo una “skill”, oggi a 45 anni a volte mi pesa, e non faccio mistero che un paio di tiri mi aiutano a dormire più sereno senza svegliarmi e sentirmi più tonico la mattina, ma davvero sono un paio di tiri.

Tutto se in abuso di sicuro non fa bene e per i perbenisti, proibizionisti e bigotti anti cannabis che leggendo questo articolo penseranno subito che la cannabis possa portare sempre “dipendenza” ricordo loro che questa crea meno dipendenza fisica e psicologica di alcol e tabacco che sono prodotti reperibili liberamente ovunque:

dati wikipedia

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