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cannabis investimenti

CANNABI$ COIN$ & SHARE$

Era il 2015, acquistai i miei primi Bitcoin su coinbase, stavano a 210.35 euro, a saperlo ne avrei comprato molti di più 😉 cosi come di Ether che al mio primo acquisto stavano a 8$, a quei tempi, tra le altcoin comparivano già i vari cannabis coin, hemp coin, e pot coin ma io inizialmente ne ignorai l’esistenza, mi ero concentrato solo su bitcoin ed ethereum.

Ero arrivato tardi, di sicuro non un early adopter, ma sono riuscito a cavalcarmi la super onda del 2017, momento in cui, anche amici che non sentivo più da anni, iniziarono a chiamarmi per sapere come fare per comprare bitcoin, sconsigliai loro di investire ma nonostante ciò diversi decisero di entrare in un mercato di cui non sapevano nulla fino al giorno prima, in un momento dove il mercato era in piena corsa. Alcuni di quelli che acquistarono tardo 2017 non si sono ancora ripresi dalla “scottatura”. Io stesso, preso un po’ dall’avidità dell’anello di Sauron mancai un realizzo che avrebbe aiutato, ma va beh…. nessuno ha la sfera di cristallo.

Tutt’oggi mi documento sempre, vado a conferenze sulle crypto, seguo diversi canali sul tubo e seguo quotidianamente l’andamento del mercato da cui sono sempre più affascinato.

Premetto che non avevo mai investito nulla prima di quel momento quindi non sono nè un esperto in finanza nè in crypto, ma continuo a studiare e tenermi aggiornato.

Dalle crypto mi spostai successivamente su etoro, a parte gli adv aggressivi sul youtube, su etoro posso solo spendere buone parole, chi non capisce nulla di azioni, materie prime, ETF, CFD, etc etc basta che faccia il Copy Trading ossia copia il portafoglio degli investitori BIG mettendo però quello che vuole investire di sua tasca… geniale!

Etoro oggi è anche la piattaforma che utilizzo per tenere d’occhio nel mio radar le shares legate al mondo della cannabis.

La depenalizzazione in alcuni stati, la regolamentazione per uso medico in altri e la legalizzazione ad uso ricreativo per alcuni ha fatto si che intorno al mondo della cannabis si siano aperti anche scenari ed opportunità di investimento.

Ora, lungi dal consigliare su cosa investire, (questo post non vuole dare consigli finanziari), e ricordando che qualsiasi persona non deve investire MAI capitali che non è disposto a perdere, vi elenco qui di seguito l’idea che mi sto facendo sulla cannabi$.

Di sicuro è un’opportunità. Il mercato sta crescendo, gli USA hanno fatto molto bene ma meglio ancora ha fatto il Canada per l’esportazione die prodotti CBD based.

Ecco, il CBD di sicuro è destinato a crescere ancora di più, già oggi anche in Italia ci sono tantissime aziende che propongono olio e e prodotti basati su CBD, io terrei d’occhio le aziende più grandi che si occupano dello sviluppo di questi prodotti.

Appena vi addentrerete nel discorso vedrete che ACB Aurora Cannabis (canadese) Inc ha perso il 75% nell ultimo anno ma questo potrebbe invece anche essere un’opportunità, chi lo sa. Io nel mio radar ho la Tilray una delle più grandi aziende produttrice di cannabis medical al mondo e Canopy Canopy Growth un’altra azienda che sto seguendo.

Avevo letto a fine dicembre che il 14 gennaio avrebbe debuttato su Deutsche boerse il primo ETF europeo sulla cannabis Cbdx (Medical Cannabis and Wellness Ucits Etf). Cbdx è promosso dall’asset manager canadese Purpose Investments ed è possibile investire in tale ETF anche in Italia.

Secondo gli analisti finanziari il mercato della cannabis terapeutica che nel 2018 aveva un valore di 13 miliardi di $ circa dovrebbe raggiungere i 148 miliardi di $ entro il 2025-2030.

Per quanto concerne i cannabis coin legati al mondo delle crypto non ho mai investito nulla perchè non ho mai reputato nessuno di questi coin o token con un solido sottostante o particolarmente fungibili.

Di sicuro la blockchain che è la vera tecnologia che è il sottostante di molte crypto monete, una volta che sarà mainstream, aiuterà anche il mondo della cannabis, già mi immagino una tracciabilità della filiera come potrebbe avvenire per il settore alimentare.

Oggi comunque sono già diverse seedbank ad offrire il pagamento in bitcoin o crypto quindi l’utilizzo a livello di scambio è già operativo. Sicuramente il pagamento in crypto può aiutare a migliorare l’anonimato, ma come dico sempre a chi pensa che bitcoin sia solo utilizzato nel dark web per muovere capitali e riciclare denaro, tutto è tracciabile quanto un bonifico, anzi più visibile perchè la transazione è pubblica e sul registro mastro che è la blockchain, è possibile visualizzare persino il saldo di un wallett di una persona quindi sapere quali e quante crypto siano in suo possesso, direi che questo è sinonimo di trasparenza.

Poi sarà cura della polizia informatica, in caso di reati e riciclaggio, risalire agli intestatari dei wallet come fecero diversi anni fa quando chiusero il primo Silkroad nel darkweb.

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